Cimitero di rose

Cimitero di rose è il titolo di un canto di ispirazione popolare con testo e musica composti nel 1966 dal fisarmonicista e cantante piemontese Mario Piovano, che l’ha incisa più volte.

Alla stesura del testo ha collaborato Domenico Serengay, mentre la musica è firmata anche da Vic Nocera e Turi Golino.

La canzone (da molti ritenuta un brano tradizionale) ha avuto moltissime incisioni successive a quella di Piovano, sia da parte di cantanti melodici come Enrico Musiani, che di cantanti folk come l’astigiano Piero Montanaro, mentre innumerevoli sono le versioni corali: ciò è dovuto oltre che alla musica anche all’impatto emotivo delle liriche.

La canzone racconta la vicenda di un montanaro, che ha la mamma sepolta in un cimitero sotto le cime delle montagne; quando era bambino la mamma si raccomandava con lui di ricordarsi di portarle un fiore sulla tomba, quando sarebbe stata vicina al papà.

Ma il ragazzo deve partire per andare a lavorare, lasciando i suoi cari monti, e non sa come fare per portare i fiori al sepolcro.

Nell’ultima strofa, il giovane semina un campo di rose nel cimitero abbandonato: la neve delle montagne si scioglierà al sole, bagnando i fiori di quel cimitero.

La struggente melodia è costituita da una strofa ed un ritornello, che si alternano per tre volte a ritmo di valzer lento.