Marmolada

Marmolada_Sunset

La Marmolada (detta la Regina delle DolomitiMarmolèda in ladino e Marmolata in tedesco) è un gruppo montuoso delle Alpi, tra le province di Belluno (Veneto) e Trento (Trentino-Alto Adige), il più alto delle Dolomiti oltre che del Veneto, raggiungendo la quota massima con la Punta Penia (3.348 m).

La Val Pettorina la delimita ad oriente e la Val di Fassa ad occidente, mentre importanti vallate interne alla catena montuosa sono (da est a ovest): la Val Contrin, la Val di Grepa e la Val San Nicolò. A rigore non è composta da dolomia (come le Dolomiti vere e proprie) bensì per lo più da calcari grigi molto compatti derivati da scogliere coralline (calcare della Marmolada), con inserti di materiale vulcanico. Importante è anche la presenza del più grande ghiacciaio delle Dolomiti, il Ghiacciaio della Marmolada.

Il nome Marmolada, qualora non fosse connesso con il latino marmor “marmo”, potrebbe derivare da una radice indoeuropea attestata in greco marmar-, che significa “splendere”, “scintillare”. Il riferimento è ovviamente al ghiacciaio sulla cui origine e formazione una leggenda narra che una vecchietta, invano sgridata dai suoi compaesani, raccolse il fieno nel giorno della festa votiva del 5 agosto (“Madonna della Neve”). La notte seguente cominciò a nevicare, e nevicò tanto sino a formare il ghiacciaio che tuttora esiste, e sotto il quale chi sa da quanti secoli, giace ancora la povera vecchietta col suo fieno nel tabiè (fienile).

Al suo interno spicca il massiccio della Marmolada, che presenta una lunga cresta con numerose elevazioni, tra le quali da ovest a est: Gran Vernel (3.205 m), Piccolo Vernèl (3.098 m), Punta Penia (3.348 m s.l.m.), Punta Rocca (3.310 m), Marmolada d’Ombretta (3.230 m), Marmolada di Serauta con Monte Serauta (3.069 m) e Piz Serauta (3.035 m). Sul versante nord del massiccio della Marmolada si estende il ghiacciaio omonimo, il più esteso delle Dolomiti. Mentre a sud, sopra la val Ombretta, si erge l’imponente parete d’argento, seconda solo alla nord ovest del monte Civetta. A sud del massiccio principale si ergono altre importanti cime quali: Cima Ombretta(3.011 m), Sasso Vernale (3.058 m), Sasso di Valfredda (3.009 m), Cima dell’Uomo (3.010 m), e le Cime d’Auta (2.622 m) sopra Falcade.

Alla base del versante nord, alla quota di circa 2.030 metri, è situato il lago Fedaia, lungo circa 2 km. Il lago è sbarrato ad ovest da una diga artificiale in calcestruzzo, dall’altezza massima di 60 metri e con uno sviluppo del coronamento di 620. La diga permette, a partire dal 1956, la produzione di circa 20 MW di energia idroelettrica. Nella parte est del lago i resti di uno sbarramento morenico segnano invece il luogo del preesistente lago naturale, lungo circa 180 metri, che segnava il confine tra il Principato Vescovile di Bressanone (Impero d’Austria) e la Repubblica di Venezia. Dal lago di Fedaia ha origine il torrente Avisio.