Monte Cadria

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Il monte Cadria (2.254 m s.l.m.) è la montagna più alta delle Prealpi Gardesane nelle Prealpi Bresciane e Gardesane. Si trova in Trentino a nord-ovest del lago di Garda e ad ovest di Riva del Garda.

ll Cadria, detto anche “Geometra”, è il “gigante” delle Alpi di Ledro: la montagna più alta ed imponente dell’intero gruppo. Presenta due facce del tutto differenti: il versante sud, per lo più ampio e prativo, contrasta con quello settentrionale, roccioso e precipite. Nonostante la quota non sia così elevata è una montagna di tutto rispetto e non è un caso se si tratta dell’unica cima in questo settore a godere di una certa notorietà. Nonostante questo non è salita troppo spesso a causa di una via normale assai lunga e faticosa. Tutte le vie di salita richiedono almeno 3 – 4 ore di ripida ascensione che portano molti dei normali escursionisti a ripiegare su percorsi meno impegnativi. In realtà non vi sono difficoltà nel guadagnare la vetta con l’eccezione degli ultimi 100 metri di dislivello che richiedono piede fermo e assenza di vertigini. E’ comunque richiesto un buon allenamento e la scelta di un periodo per la salita che non sia quello estivo considerata l’esposizione del settore superiore al sole di mezzogiorno. Ideali sono le fresche giornate autunnali (settembre – novembre), mentre in primavera si possono avere seri problemi per l’innevamento spesso presente fino a maggio; in presenza di neve l’ultimo tratto di salita è infatti del tutto inaccessibile senza attrezzatura alpinistica. L’isolamento della montagna e la lunga marcia di salita hanno preservato una flora d’alta montagna straordinaria e sul cocuzzolo di vetta, tra luglio e settembre, si può osservare una fioritura eccezionale di stelle alpine (che vi preghiamo rigorosamente di non toccare!). Anche Monte Cadria, al pari di molte altre vette delle Alpi di Ledro, è stato triste teatro della prima guerra mondiale in quanto all’epoca era posto presso il confine Austro-ungarico con l’Italia. Camminando sui crinali più alti, osserverete ancora ciò che resta delle trincee e dei baraccamenti di quell’assurdo conflitto.